Riforma della previdenza per la vecchiaia: bocciata a causa di troppi motivi concorrenti

Num­e­ro­si sono i moti­vi che han­no deter­mi­na­to la boc­cia­tu­ra del­la rifor­ma del­la pre­vi­den­za per la vec­chi­a­ia. Il motivo pre­va­len­te è sta­to il sup­ple­men­to di 70 CHF, segui­to dall’innalzamento dell’età pen­sio­na­bi­le del­le don­ne e dal pac­chet­to di misu­re pre­vis­te. A ben vede­re, nes­su­no di ques­ti moti­vi, pre­so sin­go­larmen­te, sarebbe sta­to suf­fi­ci­en­te per affossa­re la rifor­ma. Som­ma­ti, però, han­no fat­to la gran­de dif­fe­ren­za. Ques­ti sono, in sin­te­si, i risul­ta­ti che emer­go­no dal son­dag­gio che ha coin­vol­to 1511 aven­ti diritto di voto nel qua­dro del­lo stu­dio VOTO sul­le vota­zio­ni federa­li del 24 set­tembre 2017. Lo stu­dio è sta­to svol­to con­gi­un­ta­men­te dal Cen­tro per la demo­cra­zia di Aar­au (ZDA), dal Cen­tro di com­pe­ten­za svizze­ro in sci­en­ze socia­li (FORS) e dall’istituto di son­dag­gio LINK, e finan­zia­to dal­la Can­cel­le­ria federa­le.

VOTO

Deut­sche Ver­si­on / Ver­si­on françai­se

La pre­vi­den­za per la vec­chi­a­ia 2020 è fal­li­ta princi­palmen­te a cau­sa del­la net­ta boc­cia­tu­ra da par­te dei sos­te­ni­to­ri dell’UDC (84% di voti con­tra­ri) e, al con­tem­po, dal debo­le con­sen­so da par­te pro­prio di quei par­ti­ti che all’origine ave­va­no pro­mos­so l’iniziativa. Il son­dag­gio indi­ca un 46 per cen­to di no tra l’elettorato del PPD, e ris­pet­tiv­a­men­te 35 e 36 per cen­to tra i sos­te­ni­to­ri dei Ver­di e del PVL. I votan­ti del PS han­no inve­ce sos­ten­uto a lar­ga mag­gior­an­za il pro­prio con­si­glie­re federa­le (76% di voti favor­e­vo­li), ma avreb­be­ro dovu­to mostra­re una com­pat­tez­za mag­gio­re per evi­t­a­re che la rifor­ma venis­se respin­ta.

Seb­bene il PLR fos­se il par­ti­to lea­der del­la cam­pa­gna con­tro la rifor­ma, solo 6 votan­ti su 10 del PLR l’hanno infi­ne boc­cia­ta: un valo­re sor­pren­den­te­men­te bas­so. È inolt­re man­ca­to il sosteg­no da par­te del grup­po del­la sinis­tra fran­co­fo­na, infe­rio­re a quel­lo del­la Svizze­ra tede­s­ca. Ma dato che il bloc­co di cen­tro su ent­ram­bi i lati del «Rös­ti­gra­ben» ha respin­to il pro­get­to, ques­ta «diver­gen­za» (ris­pet­tiv­a­men­te 58 e 51%) non è sta­ta deter­mi­nan­te.

Le carat­te­ris­ti­che socia­li han­no svol­to un ruo­lo secon­da­rio nel­la decisio­ne: la per­cen­tua­le di uomi­ni che ha boc­cia­to la rifor­ma è sta­ta simi­le a quel­la del­le don­ne. Non si è rile­va­to nem­me­no un par­ti­co­la­re con­flit­to gene­ra­zio­na­le: le dif­fe­ren­ze tra le varie fas­ce di età sono infat­ti mini­me. Da osser­va­re comun­que che il con­sen­so più bas­so è sta­to regis­tra­to tra i pen­sio­na­ti.

Mol­ti sos­te­ni­to­ri del­la rifor­ma si sono espres­si a favo­re princi­palmen­te per evi­t­a­re un bloc­co del­le rifor­me e non per­ché riten­eva­no che la rifor­ma fos­se la solu­zio­ne idea­le. Inolt­re era­no con­vin­ti che ques­ta rifor­ma fos­se il miglio­re com­pro­messo pos­si­bi­le, date le cir­co­s­t­an­ze. I voti con­tra­ri sono inve­ce ricon­du­ci­bi­li a vari fat­to­ri. Nes­su­no di ques­ti moti­vi, pre­so sin­go­larmen­te, sarebbe sta­to suf­fi­ci­en­te per affossa­re la rifor­ma. Som­ma­ti, però, han­no fat­to la dif­fe­ren­za. Dato che la mag­gior­an­za è sta­ta stret­ta (52,7%), in linea di princi­pio si può affer­ma­re che ognuno di ques­ti moti­vi è sta­to deter­mi­nan­te per la boc­cia­tu­ra. Ma a un’analisi più appro­fon­di­ta emer­ge che è sta­ta la som­ma dei moti­vi a risul­t­a­re decisi­va. Il motivo più men­zio­na­to è sta­to il sup­ple­men­to di 70 CHF (19%), segui­to dall’innalzamento dell’età pen­sio­na­bi­le del­le don­ne (12%), dall’ampiezza del pac­chet­to di misu­re («rifor­ma sov­rac­ca­ri­ca», 11%) e dall’ingiusta ripar­ti­zio­ne degli one­ri (9%).

L’unica misura del pac­chet­to incon­testa­ta è sta­ta la fles­si­bi­liz­za­zio­ne dell’età di pen­sio­na­men­to. I risul­ta­ti most­ra­no che il sosteg­no per gli alt­ri ele­men­ti dipen­de in gran par­te dal­le misu­re di com­pen­sa­zio­ne: solo un nume­ro esi­guo di inter­vi­sta­ti dubi­ta che la ridu­zio­ne dell’aliquota LPP sia attu­almen­te trop­po ele­va­ta. Dob­bia­mo però ricorda­re che anche nel 2010 la situa­zio­ne era ana­lo­ga e la boc­cia­tu­ra del pro­get­to LPP era sta­ta net­ta. L’innalzamento dell’età pen­sio­na­bi­le del­le don­ne ha inve­ce spac­ca­to l’elettorato: la metà degli inter­vi­sta­ti ha dichiara­to di esse­re dis­pos­ta ad accet­t­a­re l’innalzamento dell’età di rife­ri­men­to solo quan­do don­ne e uomi­ni avran­no i mede­si­mi dirit­ti in tut­ti i set­to­ri. L’altra metà inve­ce sos­ti­ene un ade­gu­a­men­to dell’età pen­sio­na­bi­le di don­ne e uomi­ni, a pre­sc­in­de­re da qual­sia­si pre­te­sa.

Il fat­to che il 40 per cen­to di colo­ro che indi­ca­no nel­la pari­tà dei gene­ri la con­di­zio­ne per un innalz­amen­to dell’età di pen­sio­na­men­to abbia comun­que accet­ta­to l’iniziativa mos­tra però che le pre­te­se passa­no in secon­do pia­no quan­do il pac­chet­to comp­les­si­vo pre­ve­de anche deter­mi­na­te misu­re di com­pen­sa­zio­ne. Occor­re inolt­re segnal­a­re che gli argo­men­ti più incisi­vi di ent­ram­bi gli schier­a­men­ti non pren­do­no di mira sin­go­le misu­re ben­sì piut­tos­to il pac­chet­to comp­les­si­vo: tra i favor­e­vo­li, l’argomento più men­zio­na­to è che attua­re una rifor­ma è comun­que meglio che non attuar­ne alcu­na, ment­re tra i con­tra­ri primeg­gia l’argomento del­la «rifor­ma fit­ti­zia». In poche paro­le: mol­ti pun­ti sono trat­ta­bi­li, ma alla fine con­ta il pac­chet­to di misu­re glo­ba­le.

Sicurezza alimentare: sostegno alla produzione alimentare indigena
L’iniziativa ha rice­vu­to una chia­ra mag­gior­an­za in tut­te le fas­ce di popola­zio­ne. Il princi­pa­le motivo a favo­re è sta­to il sosteg­no alla pro­du­zio­ne ali­men­ta­re indi­gena. Il 15 per cen­to degli inter­vi­sta­ti, un nume­ro sor­pren­den­te­men­te ele­va­to, ha inolt­re dichiara­to di aver segui­to le indi­ca­zio­ni del pro­prio par­ti­to o del Con­siglio federa­le.
Gli ogget­ti in vota­zio­ne
In occa­sio­ne del­la vota­zio­ne del 24 set­tembre 2017, l’elettorato svizze­ro è sta­to chia­ma­to a espri­mer­si sul finan­zia­men­to sup­ple­men­ta­re dell’AVS medi­an­te l’aumento dell’imposta sul valo­re aggi­un­to, sul­la leg­ge federa­le sul­la rifor­ma del­la pre­vi­den­za per la vec­chi­a­ia 2020 e sul decre­to federa­le sul­la sicu­rez­za ali­men­ta­re. Il decre­to federa­le sul­la sicu­rez­za ali­men­ta­re è sta­to accet­ta­to con il 78.7% di voti a favo­re. Le due pro­pos­te di rifor­ma del­la pre­vi­den­za sono sta­te inve­ce respin­te con il 49.95% (finan­zia­men­to sup­ple­men­ta­re) e il 52.7% (leg­ge federa­le sul­la rifor­ma del­la pre­vi­den­za per la vec­chi­a­ia 2020) di voti con­tra­ri.

Per del­le doman­de rela­ti­ve allo stu­dio: Dr. Tho­mas Milic, 079 600 82 36, thomas.milic@zda.uzh.ch

Pho­to: Pixabay.

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