Milizia e professionismo nella politica svizzera

Il volu­me cura­to da Andrea Pilot­ti e Oscar Maz­zo­le­ni (Uni­ver­si­tà di Losan­na) for­nis­ce un’analisi appro­fon­di­ta del modo pecu­lia­re in cui in Svizze­ra si assu­mo­no le cari­che poli­ti­che elet­ti­ve tra mili­zia e pro­fes­sio­nis­mo. Dai con­tri­bu­ti di stu­dio­si atti­vi in varie Uni­ver­si­tà svizze­re (Gine­v­ra, Losan­na e Zuri­go), che si sono avval­si di dati in gran par­te inedi­ti, si pro­fi­la una Svizze­ra in bili­co fra tra­di­zio­ne e cam­bia­men­to.

Cono­sci­u­ta per il suo model­lo di mili­zia, la Svizze­ra è con­fron­ta­ta oggi­gior­no a una tras­for­ma­zio­ne pro­fon­da che sta inves­ten­do tut­ti gli ambi­ti isti­tu­zio­na­li: il pia­no federa­le, i can­to­ni e i comu­ni. Le remu­n­e­ra­zio­ni aumen­ta­no e le cari­che poli­ti­che diven­ta­no spes­so a tem­po pie­no. I segna­li di una pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne semp­re più dif­fu­sa si stan­no mol­ti­pli­can­do, anche se i legis­la­ti­vi comu­na­li e can­to­na­li riman­go­no in par­te fuo­ri da ques­to pro­ces­so. Il volu­me si pre­fig­ge di capi­re come in un pae­se nel qua­le un model­lo di cari­ca poli­ti­ca scar­sa­men­te remu­ne­ra­ta e a tem­po par­zia­le, risul­ta­to fino a pochi anni or sono for­te­men­te radi­ca­to a tal pun­to da rapp­re­sen­tar­ne un ele­men­to car­di­ne dell’architettura poli­ti­co-isti­tu­zio­na­le, abbia comun­que per­messo alla pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne poli­ti­ca di svi­lup­par­si nei diver­si ambi­ti poli­ti­co-isti­tu­zio­na­li, seppur con moda­li­tà e inten­si­tà varia­bi­li.

Le funzioni elettive in Svizzera e la loro remunerazione

Nel pri­mo capi­to­lo del volu­me, Karim Las­seb e Andrea Pilot­ti pre­sen­ta­no al let­to­re una visio­ne d’insieme dei tre livel­li isti­tu­zio­na­li (federa­le, can­to­na­le e comu­na­le) con­centran­do­si sull’organizzazione e sul­la dis­tri­bu­zio­ne del­le fun­zio­ni elet­ti­ve e del loro sis­te­ma di remu­n­e­ra­zio­ne. Da ques­ta pri­ma ana­li­si descrit­ti­va emer­ge come sin dal­la secon­da metà del XIX seco­lo e l’inizio del XX seco­lo coe­sista­no dei man­da­ti poli­ti­ci pie­na­men­te pro­fes­sio­na­liz­za­ti (Con­siglio federa­le, gover­ni can­to­na­li ed ese­cu­tivi del­le gran­di città) assie­me a quel­li svol­ti a tito­lo acces­so­rio in linea con il princi­pio di mili­zia (legis­la­ti­vi can­to­na­li e comu­na­li e, sino agli anni ’80–90, legis­la­tivo federa­le).

L’Assemblea federale: un parlamento di milizia in fase di professionalizzazione

Nel loro capi­to­lo Andrea Pilot­ti, Pas­cal Scia­ri­ni, Frédé­ric Varo­ne e Fabio Cap­pel­let­ti illus­tra­no le moda­li­tà con cui la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne del Par­la­men­to federa­le si è svi­luppa­ta negli ulti­mi decen­ni. In pri­mo luo­go, gli auto­ri illus­tra­no la len­tez­za dei pro­ces­si di pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne isti­tu­zio­na­le e di quel­la lega­ta alla fun­zio­ne di par­la­men­ta­re. Nono­stan­te due import­an­ti pro­get­ti di rifor­ma del legis­la­tivo federa­le il pro­ces­so di cam­bia­men­to è rimasto incom­pi­u­to. In secon­do luo­go, il capi­to­lo pre­sen­ta un’analisi che ten­ta di misur­a­re il gra­do del­la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne del par­la­men­to svizze­ro nel­le sue tre diver­se dimen­sio­ni: indi­vi­dua­le (volu­me di lavoro di depu­ta­ti e sena­to­ri elve­ti­ci), del­la fun­zio­ne poli­ti­ca (remu­n­e­ra­zio­ne del lavoro par­la­men­ta­re) e isti­tu­zio­na­le (sis­te­ma d’indennizzo).

La professionalizzazione dei parlamenti cantonali

Il capi­to­lo di Danie­la Eber­li, Sarah Büti­ko­fer e Pir­min Bun­di affron­ta la ques­tio­ne del­la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne dei par­la­men­ti can­to­na­li sul pia­no indi­vi­dua­le, misura­ta in base alle ore di lavoro spe­se per il man­da­to elet­tivo. Nel­la loro ana­li­si gli auto­ri, pur rico­no­s­cen­do che nei legis­la­ti­vi can­to­na­li il princi­pio di mili­zia è incon­testa­to, osser­va­no che ques­ti ulti­mi si tro­va­no con­fron­ta­ti a sfi­de inedi­te come, ad esem­pio, l’elevata quo­ta di flut­tua­zio­ne dei mem­bri o la minor dis­po­ni­bi­li­tà a svol­ge­re del­le atti­vi­tà a tito­lo ono­ri­fi­co. Sul­la base di dati rac­col­ti per mez­zo di son­dag­gi il capi­to­lo illus­tra come l’impegno di tem­po varia for­te­men­te tra i diver­si Gran Con­sig­li. Il tem­po riser­va­to all’attività par­la­men­ta­re varia anche all’interno dei legis­la­ti­vi can­to­na­li: le don­ne e i depu­ta­ti che nut­ro­no ambi­zio­ni per una cari­ca nazio­na­le inves­to­no più tem­po nel man­da­to. Fra ques­ti ulti­mi spicca­no in modo par­ti­co­la­re i gio­va­ni depu­ta­ti.

La professionalizzazione dei Municipi in termini di remunerazione: il caso di Losanna (1882–2018)

Nel loro capi­to­lo Karim Las­seb e Andrea Pilot­ti, par­ten­do dal­la con­sta­ta­zio­ne del­la pres­so­ché tota­le assen­za in Svizze­ra di stu­di sto­ri­ci sul­la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne dei Muni­ci­pi del­le città svizze­re, ana­liz­za­no il caso dell’esecutivo di Losan­na con­centran­do­si soprat­tut­to sul­la dimen­sio­ne ine­ren­te alle risor­se e alle inden­ni­tà. Attra­ver­so un’analisi detta­glia­ta dei dibat­ti­ti tenuti­si nel Con­siglio comu­na­le losan­nese dimost­ra­no come la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne del­la fun­zio­ne poli­ti­ca di muni­ci­pa­le a Losan­na sia un feno­me­no mol­to pre­coce. In sost­an­za, la fun­zio­ne di sin­daco e di muni­ci­pa­le divie­ne un inca­ri­co a tem­po pie­no e retri­bui­to di con­se­guen­za già dall’inizio del XX seco­lo. Non per ques­to sono man­ca­te le con­tro­ver­sie attor­no all’importo riten­uto ade­gua­to al man­da­to muni­ci­pa­le da svol­ger­si a tem­po pie­no e su qua­le pro­filo di elet­to ci si aspett­a­va di attrar­re per un man­da­to pro­fes­sio­na­liz­za­to.

Il sistema di milizia nei legislativi comunali di Lugano e Losanna (1945–2016)

L’analisi di Rober­to Di Capua sui Con­sig­li comu­na­li del­le città di Losan­na e Luga­no, nel peri­odo com­pre­so dal 1946 ad oggi, dimos­tra come il sis­te­ma di mili­zia, che anco­ra indis­cu­ti­bilmen­te carat­te­riz­za i legis­la­ti­vi comu­na­li in Svizze­ra, ten­da a gener­a­re pro­fi­li di elet­ti diver­si nel tem­po e nel­lo spa­zio. L’analisi svol­ta dall’autore dimos­tra come il sis­te­ma di mili­zia favo­ris­ca l’accesso al man­da­to elet­tivo ad alcu­ne cate­go­rie socio-pro­fes­sio­na­li e ques­to in rela­zio­ne anche alle tras­for­ma­zio­ni socio-eco­no­mic­he e demo­gra­fi­che e poli­ti­che del­le due città. Ad esem­pio, a Luga­no si osser­va la per­sis­ten­za di una strut­tu­ra di reclutamen­to nota­bi­la­re carat­te­riz­za­ta da una pre­sen­za signi­fi­ca­ti­va soprat­tut­to di elet­ti del­le pro­fes­sio­ni libe­ra­li, ment­re a Losan­na la diver­si­tà e l’equilibrio tra par­ti­ti di des­tra e di sinis­tra, ma anche lo svi­lup­po del set­to­re ter­zia­rio pubbli­co, sem­bra­no favor­i­re una diver­si­fi­ca­zio­ne socia­le dei pro­fi­li dei con­si­glie­ri comu­na­li in ter­mi­ni di  gene­re, pro­fes­sio­ne e, in misura mino­re, di for­ma­zio­ne.

La milizia politica elvetica fra legittimazione e politicizzazione

Nel suo capi­to­lo Oscar Maz­zo­le­ni tor­na sul­la defi­ni­zio­ne del­la mili­zia poli­ti­ca, inte­sa non solo come pra­ti­ca ma anche come dimen­sio­ne sim­bo­li­ca, rif­let­ten­do sui fat­to­ri che sto­ri­ca­men­te la legit­ti­ma­no e sul­le sfi­de inedi­te alle qua­li oggi essa è con­fron­ta­ta. Nel con­si­der­a­re l’attuale decli­no del princi­pio di mili­zia nel modella­re l’esercizio del­le cari­che poli­ti­che in Svizze­ra, l’autore illus­tra come il tema del­la mili­zia sia diven­ta­to ogget­to di una cre­scen­te poli­ti­ciz­za­zio­ne. Quest’ultima si tra­du­ce in uno spa­zio di con­fron­to poli­ti­co-ideo­lo­gi­co che rif­let­te in par­te frat­tu­re signi­fi­ca­ti­ve che stan­no con­trad­dis­tin­gu­en­do la poli­ti­ca svizze­ra (sinis­tra vs des­tra / estab­lish­ment vs anti-estab­lish­ment).

Principio di milizia ed élite politiche: quali implicazioni?

Nel­la post­fa­zio­ne del volu­me André Mach si con­cen­tra sull’impatto del princi­pio di mili­zia sul pro­filo degli elet­ti che han­no ass­un­to un man­da­to elet­tivo nei diver­si ambi­ti poli­ti­co-isti­tu­zio­na­li. Pren­den­do spun­to dal caso del Par­la­men­to federa­le, si evi­den­zia come il princi­pio di mili­zia abbia influ­enz­a­to a lungo il pro­filo del­le éli­te poli­ti­che svizze­re favor­en­do la pre­do­mi­nan­za del­la figu­ra del nota­bi­le. Lo svi­lup­po vie­più cre­scen­te del­la pro­fes­sio­na­liz­za­zio­ne poli­ti­ca, con l’attribuzione di una vera e pro­pria remu­n­e­ra­zio­ne per l’esercizio del man­da­to poli­ti­co, e l’aumento dei com­pi­ti e del­le esi­gen­ze ad esso lega­ti ha altresì sanci­to un cam­bia­men­to del pro­filo del­le éli­te poli­ti­che elve­ti­che. Quest’ultima evo­lu­zio­ne ten­de tut­ta­via ad acui­re, in una par­te del­la popola­zio­ne, la per­ce­zio­ne di una frat­tu­ra tra il lavoro poli­ti­co e i citta­di­ni.

 


Rife­ri­men­to:

Andrea Pilot­ti, Oscar Maz­zo­le­ni (a cura di) (2018), Mili­zia e pro­fes­sio­nis­mo nel­la poli­ti­ca svizze­ra, Arman­do Dadò Edi­to­re, Locar­no.

 

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