Giustificare il sistema e votare a favore delle autorità?

Lionel Marquis, Jessy Sparer
25th March 2026

La Svizzera rappresenta un po’ un’eccezione in Europa: le sue cittadine e i suoi cittadini sono, in media, tra le persone più contente e soddisfatte del funzionamento della democrazia del loro Paese. Democrazia diretta, istituzioni stabili ed elevati standard di vita sono solo alcune delle spiegazioni possibili. Ma questa immagine all’apparenza unanime regge alla prova dei fatti? Questa approvazione del «sistema svizzero» è davvero condivisa da tutte e tutti allo stesso modo e porta sistematicamente a sostenere le autorità in occasione delle votazioni popolari?

La «giustificazione del sistema» (Jost, 2020) indica la tendenza a percepire il sistema sociale esistente come fondamentalmente giusto e legittimo. Simili atteggiamenti possono contribuire in particolare ad attenuare il disagio nei confronti delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali. Contrariamente all’opinione comune, la tendenza a percepire l’ordine sociale come giusto e legittimo non è limitata ai gruppi avvantaggiati. In determinate condizioni, anche le persone socialmente svantaggiate possono adottare convinzioni «a favore del sistema», che possono contribuire a ridurre l’incertezza, la dissonanza cognitiva e il senso di minaccia associati a una posizione socialmente svantaggiata.

Concretamente, questa giustificazione del sistema si manifesta attraverso l’adesione – o meno – alle seguenti affermazioni (si veda Kay & Jost, 2003, adattate al contesto svizzero):

  • il sistema politico svizzero funziona come dovrebbe;
  • la società svizzera dev’essere radicalmente ristrutturata;
  • la Svizzera è il migliore Paese in cui vivere;
  • la maggior parte delle misure politiche servono l’interesse generale.

Nei sondaggi, le persone intervistate indicano il loro grado di accordo con ciascuna di queste affermazioni su una scala da 0 (per niente d’accordo) a 10 (completamente d’accordo)[1]. La misura utilizzata in questo articolo corrisponde alla media ottenuta dalle risposte.

Dal 2023 il progetto di ricerca Democrazia diretta nel 21° secolo (DDS21) raccoglie questi dati in occasione di ogni votazione popolare. Con oltre 15 000 intervistati ed intervistate, i sondaggi DDS21 offrono un punto di osservazione privilegiato sul modo in cui gli Svizzeri e le Svizzere percepiscono – e giustificano – il loro sistema politico e sociale. La democrazia diretta è spesso presentata come uno strumento di cambiamento, ma anche di legittimazione. Ma cosa succede quando le cittadine e i cittadini sono fortemente convinti che «il sistema funzioni»?

Chi giustifica maggiormente il sistema?

Per trovare una risposta a questa domanda, occorre dapprima chiedersi se questi atteggiamenti sono distribuiti in modo omogeneo all’interno della popolazione. In media, le cittadine e i cittadini tendono piuttosto a giustificare il sistema (M = 6,3, SD = 1,9), e questo in modo molto stabile nel tempo (vedi figura 1).

Figura 1: La giustificazione del sistema in Svizzera

Nota: La giustificazione del sistema è complessivamente elevata e stabile in Svizzera, ma varia a seconda delle regioni, del reddito e dell’orientamento politico (N = 15 584–17 587). · Dati: DDS21 · Cartina: swisstopo.

Questa media nazionale cela tuttavia notevoli differenze a livello geografico. Il grado di giustificazione del sistema è più elevato nella regione germanofona (M = 6,6, SD = 1,8, N = 8’621), mentre è sensibilmente più basso nella Svizzera francese (M = 6,1, SD = 1,9, N = 6’292) e in Ticino (M = 6,0, SD = 1,9, N = 3’358). Non sembra invece esserci una marcata divisione tra zone urbane e regioni rurali.

La giustificazione del sistema varia anche a seconda della posizione sociale e ideologica. Aumenta in modo lineare con il reddito, mentre il suo legame con l’orientamento politico è non lineare: se le persone intervistate situate più a destra giustificano in media molto di più il sistema, questa adesione diminuisce agli estremi dello schieramento politico. Ciò può essere spiegato in due modi: in primo luogo, da un punto di vista puramente ideologico, una posizione più radicale è necessariamente sfavorevole allo stato attuale delle cose; in secondo luogo, la ragione può essere spiegata dalla sociologia dei rispettivi elettorati (reddito, status socio-culturale) in contrasto con l’elettorato di centro e di centro-destra. Infine, se le differenze tra uomini e donne sono nel complesso modeste, si osserva un divario più marcato all’interno della classe media e tra le intervistate e gli intervistati di centro-destra.

Il sostegno alle autorità nella democrazia diretta

A livello federale, si distinguono tre principali strumenti di democrazia diretta: l’iniziativa popolare con la quale, dopo aver raccolto la firma di 100 000 cittadini e cittadine, si può proporre una modifica della Costituzione; il referendum facoltativo con il quale, dopo aver raccolto la firma di 50 000 cittadini e cittadine, si può sottoporre a votazione popolare una legge approvata dal Parlamento; e il referendum obbligatorio.

Per sostegno alle autorità intendiamo qui il sostegno al sistema istituzionale e alla sua continuità. Questa definizione implica un’asimmetria: il sostegno alle autorità si traduce in un appoggio alle proposte provenienti dalle istituzioni rappresentative (Parlamento e Governo) e in un’opposizione alle proposte che provengono dall’esterno. In questa prospettiva, un voto a favore delle autorità corrisponde – salvo eccezioni – a un voto «Sì» in un referendum (che conferma un atto o una legge adottata dal Parlamento) e a un voto «No» in un’iniziativa popolare (che mira generalmente a contestare il sistema attuale).

La figura 2 riporta quindi la decisione di voto delle intervistate e degli intervistati sui 13 oggetti sottoposti a votazione tra il 2023 e il 2025, in base al grado di giustificazione del sistema.

Figura 2: La motivazione del sistema determina il voto

Nota: Percentuale di voti a favore delle autorità per oggetto in votazione, a seconda del tipo di strumento e del grado di giustificazione del sistema (N = 1139–2035). A titolo indicativo, i coefficienti di associazione (D di Somers) riassumono la relazione tra la giustificazione del sistema e il voto. · Dati: DDS21.

In primo luogo, per quanto riguarda i referendum, possiamo osservare che le persone con un grado più elevato di giustificazione del sistema si distinguono sistematicamente per una maggiore propensione a votare «Sì», ovvero per un sostegno più forte alle autorità. Viceversa, coloro che hanno un grado di adesione più basso hanno una percentuale più alta di «No» e si pronunciano maggiormente contro le autorità. Le differenze sono generalmente simili, variando da una decina di punti percentuali fino a quasi 30 punti (Legge COVID).

In secondo luogo, per quanto riguarda le iniziative, la tendenza generale è la stessa: le persone con un grado più elevato di giustificazione del sistema tendono maggiormente a opporsi alle iniziative, mentre quelli con un grado di giustificazione più basso tendono a sostenerle maggiormente, con differenze talvolta molto marcate, come per esempio in occasione dell’iniziativa per premi meno onerosi, dove la differenza tra questi due gruppi è di quasi 50 punti percentuali. C’è tuttavia un’eccezione, ovvero l’iniziativa sulle pensioni.

Detto questo, se l’adesione agli oggetti referendari e alle iniziative varia a seconda del grado di giustificazione del sistema, i referendum non sono sistematicamente accettati e le iniziative respinte.

Conclusione

Questa panoramica suggerisce che la giustificazione del sistema costituisce una motivazione importante, ma non esclusiva, del voto nella democrazia diretta. E poiché rimanda a convinzioni generali sulla legittimità e sul buon funzionamento dell’ordine sociale e politico, e non a posizioni ideologiche specifiche, la giustificazione del sistema non può essere ridotta alla divisione tra destra e sinistra.

Le cittadine e i cittadini che percepiscono il sistema svizzero come giusto e legittimo tendono a difendere più sistematicamente l’ordine esistente, sia nei referendum che nelle iniziative popolari. Essere favorevoli alle politiche perseguite dalle autorità non significa affatto opporsi a qualsiasi cambiamento: i risultati mostrano piuttosto che i cambiamenti avviati dalle istituzioni rappresentative sono percepiti come più legittimi di quelli promossi da attori periferici. In altre parole, la giustificazione del sistema non implica un rifiuto del cambiamento in sé, ma una differenziazione tra trasformazioni ritenute compatibili con l’ordine politico esistente e altre percepite come più dirompenti.

Tuttavia, la democrazia diretta svizzera non si limita a un semplice meccanismo di riproduzione del sistema: alcune iniziative riscuotono ampio sostegno – creando talvolta sorpresa, come nel caso della 13a rendita AVS –, anche tra le persone più legate al sistema, mentre alcune riforme promosse dal Parlamento vengono bocciate alle urne. La giustificazione del sistema non si traduce quindi in un’adesione automatica a tutte le politiche in vigore, ma struttura fortemente il modo in cui gli oggetti vengono valutati. In questo senso, essa mette in luce una dimensione sottovalutata del funzionamento politico svizzero: la stabilità istituzionale si basa anche su convinzioni ampiamente condivise circa la legittimità del sistema.

Informazioni su DDS21

Dal 2023 il progetto di ricerca Democrazia diretta nel 21° secolo (DDS21), finanziato dal Fondo nazionale svizzero (FNS), mira a esaminare le ragioni che hanno motivato la partecipazione e le decisioni di voto delle cittadine e dei cittadini svizzeri in occasione di ogni votazione popolare. Sotto la direzione del Centro per la ricerca sulla democrazia (ZDA), affiliato all’Università di Zurigo, DDS21 riunisce membri degli otto istituti universitari di scienze politiche della Svizzera e del Liechtenstein-Institut.

I dati utilizzati in questo articolo provengono dalle indagini trasversali di DDS21 (CSS, tornate da 1 a 7) e sono stati raccolti da FORS nel periodo successivo a ciascuna votazione popolare.


[1] Le analisi qui presentate si basano su dati non ponderati, poiché l’obiettivo è quello di analizzare le relazioni tra atteggiamenti e comportamenti di voto piuttosto che stimare le quote elettorali esatte. Tutte le scale utilizzate presentano un’affidabilità psicometrica soddisfacente (α di Cronbach > 0,70) per tutte le tornate elettorali.


Riferimenti

Jost, J. T. (2020). A Theory of System Justification. Harvard University Press. https://doi.org/10.4159/9780674247192

Kay, A. C., & Jost, J. T. (2003). Complementary justice: Effects of “poor but happy” and “poor but honest” stereotype exemplars on system justification and implicit activation of the justice motive. Journal of Personality and Social Psychology, 85(5), 823–837. https://doi.org/10.1037/0022-3514.85.5.823

European Social Survey. (2018). European Social Survey Round 9 Data (Edition 3.1) [Data set]. https://doi.org/10.21338/NSD-ESS9-2018

Immagine: ETH-Bibliothek Zürich / Wikimedia Commons