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Quando la decisione di voto viene tramandata

Lukas Lauener
3rd Agosto 2020

Il voto per tradizione, ovvero la ripetizione del comportamento di voto dei genitori da parte dei figli, riveste una grande importanza per il PPD: infatti l’84% del suo elettorato proviene da una famiglia in cui almeno uno dei genitori aveva votato PPD. Per il PVL e i Verdi, vincitori delle elezioni federali del 2019, il voto per tradizione ha svolto un ruolo secondario visto che i due partiti ecologisti sono relativamente recenti. L’origine dei loro votanti è però molto diversa. Mentre i sostenitori del PVL provengono principalmente dal blocco borghese, l’elettorato dei Verdi nasce generalmente all’interno di famiglie PS. Questo è quanto emerge dalle analisi svolte nel quadro dello studio elettorale svizzero Selects.

La tesi della socializzazione politica parte dal presupposto che il comportamento di voto dei genitori incida sensibilmente sulla scelta futura del partito da parte dei figli. Per i partiti, quindi, non è solo importante guadagnare o conservare il favore di (nuovi) elettori ed elettrici, bensì anche fare in modo che la scelta del partito dell’elettorato esistente venga «tramandato» alla generazione successiva. Per far luce sul significato di questo cosiddetto «voto per tradizione», nel quadro dello studio Selects (vedi infobox) abbiamo chiesto informazioni non solo sul comportamento di voto delle persone intervistate, ma anche su quello dei loro genitori quando queste avevano 14 anni.

Che cos'è lo studio Selects?
È dal 1995 che lo studio elettorale svizzero Selects analizza la partecipazione al voto e il comportamento elettorale delle cittadine e dei cittadini svizzeri in occasione delle votazioni federali. Per capire meglio come l’elettorato forma la propria opinione e come decide di votare, vengono anche rilevati dati sui resoconti nei vari media d’informazione e sulle attività di campagna elettorale dei candidati. Lo studio Selects è sostenuto dal Fondo nazionale svizzero (FNS) ed è svolto da FORS a Losanna.

Nell’ambito dello studio Selects sulle elezioni federali 2019 sono stati svolti sondaggi su vasta scala:

  • un’inchiesta post-elettorale con la partecipazione di 6664 persone aventi diritto di voto;
  • un’inchiesta, rivolta tre volte alle stesse persone, prima e dopo le elezioni (tra 5000 e 8000 partecipanti);
  • un’inchiesta presso 2158 candidate e candidati al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati;
  • uno studio dei media: analisi del contenuto di 87 media tradizionali (su carta e online) e della presenza dei candidati e dei partiti sui social media (Twitter e Facebook).

Tutte le serie di dati sono documentate da FORS e consultabili liberamente per scopi scientifici.

Interpellate sulla decisione di voto del padre, il 61% delle persone intervistate ha saputo fornire il nome di un partito, il 9% ha dichiarato che al tempo il padre non aveva (ancora) il diritto di voto, il 3% che il padre non andava a votare e il 27% non ha saputo o voluto fornire una risposta. Per quanto concerne la decisione di voto della madre, solo il 49% degli intervistati ha saputo indicare un partito. A causa dell’introduzione piuttosto tardiva del voto delle donne (1971), la quota di votanti che ricorda che la madre non aveva (ancora) il diritto di voto quando loro avevano 14 anni era lievemente più alta (12%) rispetto alla corrispondente quota nel caso della decisione di voto del padre. Il 10% degli intervistati ha detto che la madre non aveva votato e il 29% non ha saputo o voluto fornire una risposta.

Per il PPD è fondamentale il voto per tradizione

Nel primo grafico è illustrato il voto per tradizione relativo agli elettorati dei sei principali partiti svizzeri. I risultati si basano solo sulle risposte di quei votanti che hanno saputo fornire informazioni sul partito scelto dal padre e/o dalla madre. Per il PPD, il voto per tradizione assume un’enorme importanza: l’84% dei suoi sostenitori ha dichiarato che già il padre e/o la madre avevano dato il proprio sostegno a questo partito. Il voto per tradizione è relativamente importante anche per l’elettorato di PLR, PS e UDC per i quali oltre il 50% dei votanti proviene da una famiglia in cui il padre e/o la madre avevano sostenuto uno di questi tre partiti. Per i due partiti ecologisti PVL e Verdi, che sono relativamente recenti, il voto per tradizione non è ancora risultata determinante.

Grafico 1: Decisione di voto del padre o della madre quando gli intervistati avevano 14 anni

Esempio di lettura: il 47% degli intervistati che nel 2019 hanno votato UDC si ricorda che, quando aveva 14 anni, né il padre né la madre avevano sostenuto l’UDC. Il 19% ha detto che il padre o la madre avevano votato UDC e il 34% che entrambi i genitori avevano dato il proprio sostegno a questo partito.

 

Il grafico 2 si sofferma invece sul partito scelto dai genitori quando le persone interpellate avevano 14 anni. Come già menzionato, il PPD è il partito con la quota maggiore di votanti per tradizione: circa tre quarti del suo elettorato, infatti, hanno dichiarato che il padre e/o la madre avevano sostenuto il PPD. Questo partito è tradizionalmente ben radicato nell’ambiente cattolico, dato confermato anche dopo le elezioni federali del 2019. Tra le persone di confessione cattolica, infatti, il PPD ha raccolto il 22% dei propri voti, una quota quasi doppia rispetto al risultato registrato a livello federale (cfr. Tresch e altri 2020, pagina 15). Nei ranghi del PLR quasi un votante su due si ricorda che già il padre aveva dato il suo sostegno ai liberali. La quota per quanto concerne il voto della madre della persona interpellata è lievemente inferiore (43%).

Grafico 2: Decisione di voto del padre o della madre quando gli intervistati avevano 14 anni

Esempio di lettura: il 43% degli intervistati che nel 2019 hanno votato UDC si ricorda che, quando aveva 14 anni, il padre aveva sostenuto l’UDC. Il 20% di chi ha votato UDC ha dichiarato che il padre aveva votato PLR, il 19% il PPD e il 13% PS.

 

Il 43% degli intervistati che hanno sostenuto l’UDC ha segnalato che già il padre aveva votato UDC (il 39% la madre). Siccome è solo dagli anni 1990 che l’UDC è diventata il partito con l’elettorato più numeroso ed ha incominciato a radicarsi durante questo periodo, il valore dei suoi voti per tradizione è inferiore a quello degli altri partiti di Governo. I genitori delle persone che oggi votano UDC avevano generalmente sostenuto un altro partito. Il 20% delle persone interpellate che hanno votato UDC ha dichiarato che il padre aveva votato PLR, mentre per quanto riguarda il partito votato dalla madre, il risultato più elevato (26%) è raggiunto dal PPD. Tra i socialdemocratici emerge che più della metà dei padri di chi oggi vota PS proviene dai ranghi borghesi. Solo circa un terzo di loro aveva già sostenuto il PS. Per le madri, il valore raggiunge un buon 44%.

I voti del PVL provengono da nuclei familiari borghesi, quelli dei Verdi da famiglie di sinistra

Da dove proviene l’elettorato del PVL e dei Verdi, visto che questi partiti non possono contare sul voto per tradizione? Come si evince dal grafico 2, i sostenitori del PVL provengono generalmente da famiglie che votavano per partiti borghesi: quasi il 70% dei padri e delle madri degli attuali sostenitori del PVL aveva votato l’UDC, il PLR o il PPD. Solo un quinto degli intervistati ha indicato che, quando avevano 14 anni, il padre o la madre aveva votato PS. Informazioni molto diverse emergono analizzando l’elettorato dei Verdi. Mentre i padri degli odierni elettori di Verdi hanno spesso sostenuto il PS (30%), ma anche il PLR e il PPD (23%), le madri avevano votato soprattutto PS (43%). In generale si può affermare che l’odierno elettore dei Verdi proviene da una famiglia che aveva sostenuto il PS.


Bibliografia:

Tresch, Anke, Lauener, Lukas, Bernhard, Laurent, Lutz, Georg e Laura Scaperrotta (2020). Elezioni federali 2019. Partecipazione e decisione di voto. FORS-Losanna. Pubblicazione in italiano (disponibile anche in francese e tedesco) sotto www.selects.ch.

Foto: rawpixel.com