Quando il diritto di voto e quello di eleggibilità non coincidono

La rinuncia alla cittadinanza italiana da parte di Ignazio Cassis ha rilanciato il dibattito sulla portata dei diritti politici – e in particolare del diritto di eleggibilità – in Svizzera. Secondo Cassis, il suo era un atto dovuto – politicamente, anche se non giuridicamente – per essere eleggibile al Consiglio federale, mentre non vedeva nella doppia cittadinanza un ostacolo per votare e nemmeno per candidarsi al Parlamento federale. Questo episodio dimostra che non sempre il diritto di voto e quello di eleggibilità debbano coincidere.

The Best of Both Worlds? Il Consiglio Federale, la Svizzera italiana e la questione femminile

E ci risiamo: l’Assemblea federale è nuovamente chiamata a colmare una defezione in Consiglio federale. Sarà solo la centodecima volta nella 170enne storia della Svizzera moderna. La scelta non sarà facile. Il nuovo membro di Governo non deve solo essere solo competente e del partito giusto, ma dovrà anche soddisfare diverse aspettative riguardo alla sua appartenenza linguistica, regionale, e al suo genere. Queste aspettative, però, variano.

The Best of Both Worlds? Der Bundesrat, das Tessin und die Geschlechtergleichheit

Bald ist es wieder so weit: Die Vereinigte Bundesversammlung wählt im September ein neues Mitglied in den Bundesrat. Kaum hatte Didier Burkhalter seinen Rücktritt angekündigt, machten auch schon die verschiedensten Anspruchsmeldungen die Runde. Die italienischsprachige Schweiz – das Tessin und der italienischsprachige Teil des Bündnerlands – solle vertreten sein. Jemand aus der FDP auf jeden Fall. Aber auch Ost-, Zentral- und Nordwestschweiz würden gerne wieder im Bundesrat sitzen. Und wäre es nicht ebenso an der Zeit, wieder mehr als bloss zwei Frauen in der Regierung zu haben? Doch der Reihe nach.

Gli italofoni sono discriminati nelle elezioni del Consiglio federale?

Il 30 aprile 1999 è stato l’ultimo giorno di lavoro di Flavio Cotti. Da allora non c’è stato più alcun membro del Consiglio federale di lingua madre italiana e questo malgrado il fatto che negli ultimi 17 anni numerosi politici ticinesi (ma nessuno del Grigioni italiano) si erano fatti avanti per occupare uno dei posti vacanti. Parliamo di Patrizia Pesenti del PSS (2002), Fulvio Pelli del PLR (2003 e 2009), Luigi Pedrazzini del PPD (2009), Ignazio Cassis del PLR (2010) e Marina Carobbio del PSS (2011). Quello che è interessante è che questi politici non sono riusciti a superare nemmeno il primo scoglio: venir inseriti nel “ticket” ufficiale del proprio partito. Gli unici che ce l’hanno fatta furono Remigio Ratti del PPD (1999) e Norman Gobbi della Lega/UDC (2015).